ATTENZIONE! Dispaccio dalla Gazzetta Ufficiosa!

In seguito alle recenti vicende che tanto hanno segnato le cronache del Paese si dichiara:

A tutti i cittadini residenti in Italia:

art. 1. La morte di ogni singolo cittadino Italiano viene dichiarata di pubblico interesse, per cui ipso dicto viene dichiarata soggetta a scrutinio pubblico, e di fatto Affare di Stato. Nessuno può esercitare il diritto di morte, per cui la morte stessa dev’essere accertata e accettata dalla Pubblica Amministrazione.

art. 2 Vengono istituiti gli Organi preposti all’amministrazione decessuaria, in ordine gerarchico: il Ministero del Pubblico Decesso, con funzioni di controllo a livello nazionale; la Corte di Decessazione in sede tribunalizia con funzioni giuridiche sui processi inerenti a codesto argomento; l’Assessorato al Pubblico Decesso, con autorità in sede Comunale, con funzioni di gestione, concessione e attuazione della concessione di licenze di morte.

comma 1. Si concede licenza di morte, in numero di una a testa. Nessuno può in alcun modo esercitare iteratamente cotale diritto.

comma 2. Il decesso è dichiarato Monopolio di Stato, con delega attuativa alle Comunalità. I Comuni sono preposti a concedere la licenza di decesso ai questuanti interessati.

art. 3. Previa richiesta di decesso presso l’ufficio comunale più vicino. l’atto di morte dev’essere firmato dal richiedente e controfirmato dagli organi preposti, accompagnato da numero 3 marche da bollo. Il decessante dev’essere presente e consenziente ed essere accompagnato da due testimoni .

comma 1. In questo caso è riconosciuto il silenzio-assenzio.

art. 4. Il Comune e lo Stato si avvalgono del potere di discrezionalità nel valutare l’iter processuale e attuativo, qualora emergano delle lacune o delle irregolarità in merito a: forma di richiesta, dichiarazioni e certificazioni del decessante, status dello stesso, buonafede dei testimoni.

comma 1. la richiesta è invalidabile in mancanza di intestazioni, dati, marche da bollo e/o firme

comma 2. la richiesta è invalidabile qualora il richiedente dimostri per sua negligenza di non essere ancora decessante, in tal caso si può ricorrere ad atti di processo per falsa testimonianza, falsificazione e vilipendio allo Stato.

art. 5. si riconosce decessante chiunque non sia in grado di perpetrare manu sua alla propria sussistenza e alle proprie funzioni vitali.

comma 1. qualora il sospetto o aspirante decessante sia ancora in vita per azioni esterne non può essere decessante ipso facto in quanto ancora vivente. In tal caso si è in presenza di pseudo-decessante o vivente ceterologo

comma 2. in caso di pseudo-decessione per poter continuare nel processo di richiesta e concessione di licenza di morte, si obbliga il richiedente a rinunciare alle azioni esterne concausa dello status di pseudo-decessione.

comma 3. la rinuncia dev’essere allegata scripta manu e autografata dal rinunciatario in presenza di testimoni e certificato dall’organo concessivo. Accettata e controfirmata da tutti i soggetti partecipanti allo status di pseudo-decessione.

art. 6. Al termine dell’atto di richiesta, si concede infine la licenza di morte in suolo privato. Qualora si voglia procedere al perfezionamento a licenza di morte in suolo pubblico, si esige un ulteriore codicillo allegato contenente un Computo Decessuario Estimativo con preventivo delle spese di smalitmento del cadavere, le quali spese verranno valutate dagli Organi preposti in seno al Ministero delle Opere Pubbliche e delle Finanze.

comma 1. Le spese verranno coperte interamente dal decessante. Vengono riconosciuti eventuali sgravi fiscali e agevolazioni quali borse di morte, bonus per il controllo delle nascite e varie ed eventuali.

comma 2. Sono ammessi certificazioni quali appalti concessi in forma libera e privata e sponsorizzazioni varie per la copertura delle spese di smalitmento

Buona Morte!

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