De Orfico

Fuggire dalla realtà, per poi rientrarci come un’altro, e stravolgerla, questo era il nostro scopo. A guardarci bene non era niente di che, niente di malvagio, non eravamo una setta satanica. Probabilmente eravamo una setta, ma di certo non satanica; ci interessavamo del cosiddetto esoterismo, quello sì, ma continuo a ribadire che non facevamo niente di male, o almeno non volevamo. Lo ammetto, ora ho abbastanza primavere alle spalle per rendermi conto che qualsiasi cosa che fai con vera passione, anche la più innocua, se sfugge di mano, può essere un’arma disastrosa, soprattutto se intervengono fattori esterni inaspettati. Certo, ora lo so, ma come potevamo saperlo a sedici anni? Magari i nostri genitori avrebbero potuto dircelo, ma capite bene che era del tutto improbabile e improponibile: è la solita lotta generazionale. Quando siamo piccoli sono tutti attentissimi a coccolarci e avvolgerci nella bambagia, dopo di che iniziamo a stare troppo stretti, ma da una parte loro sono troppo occupati a viziarci per accorgersene, e noi siamo troppo occupati a strillare e latrare per dirglielo. Piccolo problema di comunicazione. Capita. Spesso. Male.

Ecco il male di vivere, ecco la disillusione, ecco il criticismo, lo scetticismo e tutte quei atteggiamenti da intellettualoidi e da ragazzo incompreso, tipico dell’età. Tutte idiozie. Come si può avere un rifiuto così acido nei confronti della società, tanto da rifiutarsi di fare alcunché, preferendo di gran lunga lagnarsi e farsi del male? Tutti noi siamo la società, lo siamo sempre stati. Se proprio le persone con una minima forza critica (ammesso e non concesso che noi ce l’abbiamo) si rifiutano di agire perché se ne lavano le mani, allora la società è condannata alla crocifissione. Siamo senza lode né infamia, con la nostra indignazione inutile… siamo inutili e ne siamo fieri perché ci dà quell’aria di filosofi d’altri tempi. Il fascino decadente, e il fascino esoterico. Io, come tutti gli altri, anche se alla fine ne sono uscito in un modo o nell’altro, per arrivare alla mia onesta mediocrità positiva (e forse anche positivista). Mediocrità per gli altri. Facile per me dire tutte queste cose, adesso che sono maturato e cresciuto. Ma non tutti riescono a imparare se nessuno glielo insegna.

Pieno o Vuoto

Bene o Male

Neikos o Philia

Ying o Yang

Nero o Bianco

Kosmos o Kaos

Tutto è nulla, e nulla è tutto. The song remains the same. Il mondo è fatto di dualismi, ma la scelta non è decidere se essere uno o l’altro, ma leggere la realtà nell’uno e nell’altro senso. Dark side of the moon. L’una non esclude l’altra, ma vive in funzione di essa. Non c’è ombra senza luce e non potremmo discernere la luce senza ombre. Questo lo sapevo anche allora, ma ero stupido come tutti, e come tutti troppo occupato a lamentarmi. Ho visto ragazzi drogarsi pur di sentire qualcosa, ho visto ragazzi sfregiarsi pur di sentire qualcosa, ho visto ragazzi uccidere pur di sentire qualcosa. Sentire, ma nessuno di loro ha avuto l’idea di ascoltare, volevano sentire, ma contemporaneamente non volevano ascoltare. Anch’io ero così, e non me ne vergogno, semplicemente mi vedo e mi osservo a posteriori. Sbagliando si impara. Io volevo imparare. Purtroppo altri non volevano. Sbagliare per sbagliare. Criticismo scettico sistematico, non metodico. Ideali, non idee. Utopie, non speranze.

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